lunedì 6 febbraio 2012

COSA SARO' IO PER TE

Sai cosa sarò io per te? 
Sarò sempre quel piccolissimo particolare che ogni tanto scorgerai nell’aria, nelle cose che guardi, nella loro bellezza, quel dettaglio emotivo che ti viene incontro. L’attimo che ti innamora l’anima per l’inquadratura di un tramonto, unico, imprevisto, che torna in mente all’improvviso. Il diversivo, il tempo di un sorriso quasi inatteso che ti confonde i respiri, il deja vu, la sponda di un sogno. Le storie finiscono mentre quel piccolo particolare, quel quasi niente, mi farà restare con te... per sempre.
M.Bisotti

Non credo che tu sia la persona in grado di guarirmi dalle ferite interiori; ma forse, in questa fase della mia vita, non ho tanto bisogno di un medico quanto di una persona che abbia una ferita simile alla mia. (D. Grossman)

CHI AMA NON TRADISCE


Hanno ragione tutti. Chi vuole tradire per indole tradisca. Chi vuole tradire perché si sente trascurato tradisca. Chi vuole per noia tradisca. Chi vuole tradire per allegria tradisca. Chi vuole tradire per leggerezza tradisca. Chi vuole tradire per abitudine tradisca. Chi vuole tradire per troiaggine tradisca. Padroni. Ma ripeto e ripeto e ripeto ancora: chi ama non tradisce. - Mina.

sabato 4 febbraio 2012

LASCIARE IN PACE CHI NON SI AMA

E così alla fine tutti tornano perché riemerge la nostalgia dell’inizio. Tornano quando non c’è più bisogno, quando il sole di mezzogiorno ha ormai asciugato l’acqua sulla sabbia del mare al tramonto, quando il vento anziché bussare lieve spacca i vetri la notte, quando è inesorabilmente tardi. Un attimo dopo che ci si è abituati all’assenza, come la luce accesa alle sette del mattino, la felicità che va a giocare d’azzardo e perde tutto per strada. Le persone dovresti amarle quando il loro cuore ne ha il desiderio e non quando conviene, e se proprio non ce la fai, se non puoi ricambiare questo desiderio, se non le puoi amare, devi lasciarle in pace. Se non si è stati in grado di restare al momento giusto non si deve inventare un momento giusto per tornare. Non si scippano sorrisi in ritardo. Le curve dei sorrisi fanno girare la testa all’amore, quelle dell’arcobaleno incantano l’anima della pioggia fermandola, ma ciò che di prezioso è ignorato si dilegua alla svelta. In un’altra vita ti dissi che a volte il vero coraggio è quello di restare e non quello di andare. Oggi ti dico che c’è sempre un motivo valido per andare, come per restare, è la parte che prevale che fa la differenza. Quando te ne vai, però, anche se non lo sai, senza sprecare inutili parole, fai una promessa silenziosa, la promessa che siccome hai scelto di andartene non tornerai.
M.Bisotti

domenica 29 gennaio 2012

LE PERSONE DOVREBBERO LASCIARSI PRIMA DI...


Stasera lo sa. Le persone dovrebbero lasciarsi prima di arrivare a quel punto, dove sono arrivati loro. Perché poi ti resta addosso troppo male. Invece non succede: si arriva fino in fondo, si scola tutta la merda, anche quella che non vi spetta, che rigurgita dai tombini, quella dell'intero palazzo, dell'intera città, di tutte le coppie che si sono lasciate prima di voi, contemporaneamente a voi. Tutte le coppie che si lasciano s'infilano nello stesso buco, ripetono lo stesso giro nel castello degli orrori. No,non bisognerebbe arrivare dove sono arrivati loro. Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio.

Margaret Mazzantini - Nessuno si salva da solo

IL CIRCOLO VIZIOSO DELL'ANGOSCIA D'AMORE

Chiese l'uomo: «Perché ti angosci ?»
Rispose la donna: «Purtroppo non sono ancora capace di rinunciare a usare il cuore, a desiderare un cuore.»
Chiese ancora l'uomo: «Perché dovresti rinunciare ad usarlo, a desiderarlo?»
Rispose infine la donna: «Poiché mi angoscio.»
(R.Cavaliere)

RIFLESSIONI VARIE

Non puoi tenerti accanto una persona solo perché ti sentiresti perso senza. Le persone vanno amate per il loro esserci, nel tempo e nello spazio per noi, non per il vuoto che lascerebbero se non ci fossero. (C. Marangoni)

Non voglio mancarti quando sei solo, ma quando hai tutto e, nonostante tutto senti che ti manco ancora.- H. Flame.


Ho capito che ci portiamo dentro chi non siamo riusciti ad avere accanto. [Niccolò Agliardi]..
 

Vorrei tornare a quando t’incontrai per la prima volta. E andarmene.

Alla fine, ciò che di speciale c'era tra noi, ero io. .[Andrea Pinna]

TIENI STRETTO...

Tieni stretto ciò che è buono,anche se è un pugno di terra.Tieni stretto ciò in cui credi,anche se è un albero solitario.Tieni stretto ciò che devi fare,anche se è molto lontano da qui.Tieni stretta la vita,anche se è più facile lasciarsi andare.Tieni stretta la mia mano,anche quando mi sono allontanato da te. (Poesia indiana])

L'OGGETTO DEL NOSTRO AMORE ESISTE SOLO PER FRAMMENTI


L'oggetto del nostro amore esiste soltanto per frammenti, una decina se la storia è appena cominciata, un migliaio se lo abbiamo sposato, e con questi frammenti il nostro cuore fabbrica una persona intera. Ciò che creiamo, supplendo alle lacune con l'immaginazione, è l'uomo che vorremmo. E meno lo conosciamo, più lo amiamo, ovviamente. Ecco perché ricordiamo sempre con tanta felicità la prima sera insieme, quando lui era un estraneo, e quella felicità tornerà solo dopo che sarà morto
Andrew Sean Greer - La storia di un matrimonio

INCARICHI IN AMORE


Mi hai dato due incarichi. 1) Non telefonarti. 2) Non vederti. 
Adesso sono un uomo occupato. 
C’è anche un terzo incarico:non pensare a te. Ma tu non me l’hai affidato. 
(V. Šklovskij)

GIA' ADESSO E' TROPPO TARDI

Bisognerebbe sempre ascoltare le parole che diciamo e quelle che ci vengono dette. Il timbro della voce.. Quella risata.. l'eco di quel ti amo.. di quel ti voglio bene.. prestare attenzione a quel semplice come stai?. Contengono quasi sempre sussurri dell'anima che non sappiamo cogliere. Bisognerebbe ascoltare e incidere nell'anima quei piccoli sussurri in dono, che distrattamente non ascoltiamo. Non dovremmo viverli distrattamente perché potrebbe essere che non la sentiremo più quella voce.. che non rivedremo più quel volto.. e non riceveremo più in dono altri sussurri di parole.. E dire dopo mi dispiace sarà troppo tardi. Perché a volte già adesso è troppo tardi.. (S.Stremiz)

lunedì 16 gennaio 2012

L'AMORE PER UNA DONNA


Le donne sono come fiori: se cerchi di aprirli con la forza, i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perché solamente con il calore si schiudono. E l'amore e la tenerezza insieme sono il sole per un donna. Avrei dovuto semplicemente amarla. Poi sarebbe stato tutto naturale. Perché una donna, quando si sente amata, si apre e dà tutto il suo mondo.
Fabio Volo

INIZIARE AD IMPARARE IN AMORE


Dopo un po' impari la sottile differenza tra tenere una mano e incatenare un'anima. 
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno e la compagnia non è sicurezza. 
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti e i doni non sono promesse. 
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto, non con il dolore di un bimbo. 
E impari a costruire tutte le strade oggi perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani. 
Dopo un po' impari che anche il sole scotta, se ne prendi troppo. 
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima, invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori. 
E impari che puoi davvero sopportare, che sei davvero forte, e che vali davvero... 
Carla Troiani

L'ATTESA IN AMORE


ATTESA - tumulto d'angoscia suscitato dall'attesa dell'essere amato in seguito a piccolissimi ritardi (appuntamenti, telefonate, lettere, ritorni)…

“Sono innamorato? – Si, poiché sto aspettando”. L'altro, invece non aspetta mai. Talvolta, ho voglia di giocare a quello che non aspetta; cerco allora di tenermi occupato, di arrivare in ritardo; ma a questo gioco, io perdo sempre: qualunque cosa io faccia, mi ritrovo sempre sfaccendato, esatto, o per meglio dire in anticipo. La fatale identità dell'innamorato non è altro che: io sono quello che aspetta. R.Barthes

IMPORRE L'AMORE


Ho smesso di dire bugie perché ho perduto l'immaginazione ma non c'è nulla di affidabile nelle mie verità.
La storia di una certa ragazza mi fa ancora male, non trovo quello che cerco e quello che cerco ormai non può più essere lei, lei mi ha mandato a vedere se il gallo aveva fatto l'uovo e quando sono tornato e le ho detto di si mi ha mandato a quel paese e mi ha detto di non farmi più vedere. Per un po' ci ho provato, ma sai bene che quando l'amore si spegne è più freddo della morte. Il problema è che le due parti in causa non si spengono contemporaneamente e quando sei la parte ancora accesa preferiresti essere morto.
È incredibile come le parole possano imitare la saggezza. 
Se ti ostini a cercare qualcosa corri il rischio di trovarla.
Vorrei amare ancora, dare il meglio di me a una ragazza. Il problema è che non so cosa sia il meglio di me, non sono sicuro che ci sia un meglio in me.
Quando un aereo perde la rotta basta una manovra per ritrovare le coordinate ma quando un treno deraglia non c'è più molto che si possa fare.
C'era un'idea che mi ronzava in testa, cioè che magari non saremo mai in grado di capire del tutto qualcuno, tanto meno chi più amiamo, ma possiamo comunque amarlo senza riserve. Secondo me amare una persona è forse più facile che capirla ma molto più pericoloso perché l'amore fa sempre male. Si può cercare di capire qualcuno ma non si può cercare di amarlo. L'amore nasce involontario. L'amore può aumentare o diminuire fino a sfumare del tutto ma non si può imporre. A volte ci piacerebbe amare una certa persona, possiamo addirittura dire che quella persona ha tutte le qualità perché ci innamoriamo di lei ma questo non accade. Con uno sforzo più o meno grande ci si abitua a chiunque ma abituarsi non è amare. Non so se le mie idee sono giuste oppure assurde ma tendo a credere che l'amore esiste, che è un'invenzione dell'uomo e che ora è fuori controllo.
Quando si pensa all'amore le idee non hanno consistenza e forse è questo il motivo per cui i grandi filosofi hanno eluso l'argomento ma per quanto stucchevole è ovvio che la nostra piccola vita gira intorno a qualcuno che ha fatto di noi degli idioti felici o dei saggi pieni di risentimento.
Ognuno conosce l'odore del proprio corpo e lo accetta, il difficile è accettare odori altrui. L'amore è un patto tra odori, tra tipi di pus che cercano di convivere. Se arrivai al punto di stancarti del tuo stesso odore, cosa possono aspettarsi gli altri. L'ideale è stancarsi per primi ma questo non sempre accade.
... Odio la gente che capisce, non c'è nulla di più sporco e abbietto, capire è l'insulto peggiore, una balla in confezione regalo. Tra noi due non c'era bisogno di capire: io avevo il mio dolore pieno di parole e lei il suo silenzio.

Efraim Medina Reyes

lunedì 9 gennaio 2012

I GIRONI DELL'AMORE


Inferno 
Non sono stato amato e quindi non mi amo.
Ho bisogno d'amore ma ho paura d'amore. Vorrei essere amato ma ho paura di essere rifiutato un'altra volta. Non mi apro.
Non mi amo e quindi non riesco ad amare.
Vorrei amare, vorrei aprirmi ma ho paura di farlo, non sono capace di farlo, credo di non esserne in grado e allontano chi prova ad amarmi.
Non riesco ad amare e quindi non mi amano.
Non mi amano e quindi non mi amo… e il circolo continua. 


Purgatorio 
Non sono stato amato ma provo ad amarmi.
Provo ad amarmi e provo ad aprirmi.
Mi apro e vinco la paura del rifiuto.
Prendo fiducia in me e mi apro un altro po'.
Mi apro e vedo che non è così terrorizzante, che si può fare.
E anche se non sono stato amato provo ad amarmi…
e il circolo progredisce. 

Paradiso 
Mi amo perché sono stato amato.
Mi hanno fatto sentire importante e adesso lo sento anch'io.
Mi amo e sono amato.
Gli altri sentono la mia positività e il mio valore che anch'io sento. Così è facile per loro amarmi e aprirsi.
E anche per me è facile aprirmi e farmi amare.
Sono amato e mi amo.
E più intesso relazioni d'amore e più sento che sono capace d'amare, che sono una persona preziosa e importante…
e il circolo continua.» 

(dal web)

LA MIA FELICITA' SONO IO


“La mia felicità sono io, non tu,
non soltanto perchè tu puoi essere fugace,
ma anche perchè tu vuoi che io sia ciò che non sono.
Io non posso essere felice quando cambio
soltanto per soddisfare il tuo egoismo.
E non posso sentirmi felice quando mi critichi
perchè non penso i tuoi pensieri,
e non vedo come vedi tu.
Mi chiami ribelle.
Eppure ogni volta che ho respinto
le tue convinzioni tu ti sei ribellato alle mie.
Io non cerco di plasmare la tua mente.
So che ti sforzi di essere te stesso.
E non posso permettere che tu mi dica cosa devo essere…
Perchè sono impegnata ad essere me.”
Leo Buscaglia, Vivere Amare capirsi

domenica 8 gennaio 2012

IL DOLORE DEL CUORE


Se un piatto o un bicchiere cadono a terra senti un rumore fragoroso. Lo stesso succede se una finestra sbatte, se si rompe la gamba di un tavolo o se un quadro si stacca dalla parete. 
Ma il cuore, quando si spezza, lo fa in assoluto silenzio. 
Data la sua importanza, ti verrebbe da pensare che faccia uno dei rumori più forti del mondo, o persino che produca una sorta di suono cerimonioso, come l'eco di un cembalo o il rintocco di una campana. 
Invece è silenzioso, e tu arrivi a desiderare un suono che ti distragga dal dolore. 
Se rumore c'è, è interno. 
Un urlo che nessuno all'infuori di te può sentire. 
Un boato così forte che le orecchie rintronano e la testa fa male. 
Si dimena nel petto come un grande squalo bianco intrappolato nel mare; ruggisce come la mamma orsa a cui è stato rapito il cucciolo. 
Ecco cosa sembra e che rumore fa. 
È un'enorme bestia intrappolata che si agita, presa dal panico; e grida come un prigioniero davanti ai propri sentimenti. 
L'amore è così…nessuno ne è indenne. 
È selvaggio, infiammato come una ferita aperta esposta all'acqua salata del mare, però quando si spezza il cuore non fa rumore. 
Ti ritrovi a urlare dentro e nessuno ti sente".

(Se tu mi vedessi ora - Cecelia Ahern)

venerdì 6 gennaio 2012

L'AMORE SI MISURA DAI GESTI


Non sono le parole che cambiano la realtà. Allo stesso modo non sono i “ti amo”, né quelli pronunciati per intero e neppure quelli rosa apostrofati da mille baci, a determinare il peso di un amore. Ci si misura dai gesti, dalle intenzioni non dette che spesso diventano fatti concreti, senza passare per il tramite delle parole. Ci parliamo, però spesso lo facciamo con l’ambiguità di frasi che non sono notizia di un dato di fatto, ma ombra per creare lo scenario della nostra rappresentazione. In un amore incanalato sui binari degli andirivieni, [...]
le parole che si dicono sono come fruscii che fan le foglie, direbbe D’Annunzio. Sono battute di un copione da recitare, che muoiono già nell’atto stesso di uscire dalle labbra, direi io, memore di quelle rare canzoncine che dicono la verità. Misura il vostro rapporto dagli atti e non lasciarti irretire dai balsami verbali che lui stende sul tuo cuore ferito. Quasimodo scrisse: “Le parole ci stancano, / risalgono da un’acqua lapidata; / forse il cuore ci resta, forse il cuore”. Il cuore. Ed anche la vita.
MINA

lunedì 2 gennaio 2012

ACCONTENTARSI DEL POCO IN AMORE


Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza...

Quelle come me passano innosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero...

Quelle come me sono quelle che,
nell'autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto...

Alda Merini

domenica 1 gennaio 2012

DIMENTICARE IN AMORE


E poi lentamente, molto lentamente, dimentichi. Le persone, quelle che sembravano indelebili sbiadiscono a poco a poco. 

Dimentichi. Li dimentichi tutti quanti. Persino quelli che dicevi di amare e quelli che amavi veramente. Sono gli ultimi a scomparire. E una volta che hai scordato abbastanza, puoi amare qualcun altro. -G. Zevin..

venerdì 30 dicembre 2011

AVERE L'AMORE CHE SI DESIDERA


Disse la giovane donna: «Avrò l'amore che desidero, un amore infinito, e non chiederò se mi ama poiché sempre e solo darò il mio amore.»

Disse l'uomo maturo: «Avrò l'amore di una sola donna, bella che mi aprirà il cuore, e scavalcherà le mie paure e picchierà sul mio muro.»

Disse il vecchio: «Per oltrepassare l'asticella dobbiamo porla all'altezza delle nostre gambe. Se la porremo a due metri sopra di noi allora è per non arrivare mai a superarla.»

lunedì 26 dicembre 2011

LE DONNE DIFFICILI

Sono le donne difficili quelle che hanno più amore da dare..
ma non lo danno a chiunque.
Quelle che parlano quando hanno qualcosa da dire.
Quelle che hanno imparato a proteggersi e a proteggere. Quelle che non si accontentano più.
Sono le donne difficili, quelle che sanno distinguere i sorrisi della gente, quelli buoni da quelli no.
Quelle che ti studiano bene, prima di aprirti il cuore.
Quelle che non si stancano mai di cercare qualcuno che valga la pena.
Quelle che vale la pena.
Sono le donne difficili, quelle che sanno sentire il dolore degli altri.
Quelle con l'anima vicina alla pelle.
Quelle che vedono con mille occhi nascosti.
Quelle che sognano a colori.
Sono le donne difficili che sanno riconoscersi tra loro.
Sono quelle che, quando la vita non ha alcun sapore, danno sapore alla vita.
(Alma Gjini)

IL NON DETTO IN AMORE

Non Ti Ho Detto

Di non sfuggire a me
Mi troverai come una sorgente
Ovunque vai in quel miraggio

Persino se mi abbandoni
Con rabbia per centomila anni
Alla fine ritornerai
Visto che sono la tua casa finale.

Non ti ho detto
Di non essere ingannato con
I lustrini nella vita
lo sono la tua realizzazione finale.

Non ti ho detto
Che sono il mare e tu sei il pesce piccolo
Meglio che rimani con me
Di non avventurarti sulle sponde secche.

Non ti ho detto
Di non andare verso la trappola
Come l'uccello allettato dall'esca
Ritorna da me, sono la tua forza illimitata.

Non ti ho detto
Altri spegneranno il tuo fuoco
Rimani con me chi ti mettero'à
In fiamme e scaldero'à la tua anima.

Non ti ho detto
Altri ti deluderanno
Perderai la fonte
Di conforto che ti ho trovato.

Se sei illuminato tramite
La lanterna del tuo cuore
Guidandoti verso la casa di Dio
Guardami, potrei essere la strada.

Jalal-ud-Din Rumi

domenica 9 ottobre 2011

IL DOLORE DI CHI LASCIA O ABBANDONA

da un mio estimatore ricevo il seguente filmato con relativa tradizione e commento:
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Buongiorno Professore. Il protagonista, sta prendendo la decisione di lasciare la sua donna e fa un discorso immaginario tra sè, rivolgendosi a lei: "Cara Katherine, ho deciso di lasciarti. Voglio dirti la verità, ma nella privacy della tua casa..."

Forse sta via...ggiando verso la sua casa e si prepara il discorso. Prosegue con altre frasi abbastanza consuete che immagino possano essere pensate e forse non sempre poi pronunciate da chi decide di abbandonare.

"A volte sento di esplodere... faccio finta di divertirmi... Ci eravamo promessi di non avere un legame, ma abbiamo un legame... Tu mi togli l'aria... Addio Katherine, vorrei averti amato."

Frasi abbastanza spietate, direi, come quelle che pensiamo ma poi non pronunciamo o diciamo con parole diverse.

Poi appare il palloncino. Il protagonista tenta di prenderlo perchè c'è attaccato un messaggio, ma riesce a farlo solo dopo averlo fatto involontariamente esplodere e spaventandosi.

Quando inizia a leggere il messaggio, la frase è la stessa frase d'inizio della sua immaginaria e non scritta lettera:

"Cara Katherine, ho deciso di lasciarti. Voglio dirti la verità, ma nella privacy della tua casa..."

Legge le sue stesse parole e si spaventa della loro crudezza.

Mi è piaciuto perchè mostra il dolore e il disagio di chi si sente in trappola e sta per lasciare, anch'egli soffrendo, senza poi sapere se effettivamente lo farà.

Mi piacciono le immagini, le pozzanghere, la strada che sembra un percorso obbligato con quella doppia linea continua ma da cui ad un certo punto il protagonista svolta. Mi piacciono la spiaggia con i resti di grandi alberi caduti o tagliati. Mi piace il palloncino, immagine per me di ciò che sfugge ed al tempo stesso è fragile. Cosa possa rappresentare lascio a Lei dire.

Credo di non aver mai visto così ben rappresentato il disagio di chi desidera uscire da una relazione, è piuttosto inconsueto e raro.

Spero sia piaciuto anche a Lei e che possa trovarlo utile per il suo lavoro.

con molta stima



























sabato 13 agosto 2011

L'AMORE SI RICONOSCE DAL DESIDERIO DI DORMIRE INSIEME

"Per loro la finalità dell'amore non era il piacere bensì il sonno che ne seguiva. Soprattutto lei non riusciva ad addormentarsi senza di lui. Tra le sue braccia, anche agitatissima, si addormentava sempre. Lui le sussurrava favole che inventava per lei, piccole sciocchezze, parole ripetute monotonamente, rassicuranti o scherzose.
Tomáš si diceva: fare l'amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L'amore non si riconosce dal desiderio di fare l'amore (desiderio che si applica a un'infinita di donne) ma dal desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a una sola donna)" M. Kundera

sabato 30 luglio 2011

L'ETERNA DOMANDA DELL'AMANTE: "MI AMI ?"

- Mi ami?

- Ma sì, ti amo - rispondeva lui.

- Molto?

- Certo!

- Non ne hai amate altre, dimmi?

- Ma credi di avermi preso vergine? – rispondeva lui ridendo.

Emma piangeva ed egli si sforzava di consolarla infiorando con qualche freddura le sue proteste d’amore.

- Oh! E’ perché ti amo! – ripeteva lei. – Ti amo fino a non poter più fare a meno di te, sai? Qualche volta mi prende un tale desiderio di vederti, che mi sento straziare da tutte le furie dell’amore. Mi domando: <>. Oh! No, vero? Non ti piace nessuna? Ce ne sono di più belle, ma io, io so amare meglio! Sono la tua serva e la tua concubina! Tu sei il mio re, il mio idolo! Sei buono! sei bello! sei intelligente ! sei forte!

Egli aveva sentito dire tante volte quelle cose, che ora non vi trovava più nulla di originale. Emma somigliava a tutte le altre amanti, e il fascino della novità, cadendo poco a poco come un vestito, lasciava vedere a nudo l’eterna monotonia della passione, che ha sempre le stesse forme e lo stesso linguaggio. Non distingueva, quell’uomo tanto pratico, la diversità dei sentimenti sotto l’eguaglianza delle espressioni. Poiché labbra libertine o venali gli avevano mormorato frasi simili, credeva assai poco al candore di quelle di Emma. Non bisognava dar troppo peso, pensava, ai discorsi esaltati che nascondono gli affetti mediocri: come se la pienezza dell’anima non traboccasse talvolta con le più vuote metafore, perché nessuno mai sa dare l’esatta misura dei propri desideri, dei propri concetti, dei propri dolori, e la parola umana è come una caldaia di rame spaccato, su cui suoniamo melodie buone a far ballare gli orsi, mentre vorremmo intenerire le stelle.
(tratto da "Madame Bovary" di Flaubert)

lunedì 6 giugno 2011

IL DIRITTO DI ILLUDERSI NEL RAPPORTO D'AMORE

Siamo stati abituati a classificare la realtà con una terminologia  semplicistica ed univoca e a considerare l'amore soltanto come il luogo dell'estasi,della pacificazione,della totale comprensione;e la morte un'eterna nemica,testimone di uno scacco infinito,prova dell'assurdo che regola l'intero ciclo delle esistenze. E,sempre in questa prospettiva che con il tempo scopriamo angusta e inadeguata,i sentimenti non possono che dividersi in buoni e cattivi.
Stando così le cose,le azioni sarebbero sufficienti a fornirci la misura di un essere umano e la superficie delle parole basterebbe a darci la comprensione della voce che le pronuncia.
In questa giostra dei luoghi comuni e delle rassicuranti univocità,si colloca il sentimento amoroso che,inaspettatamente,spicca tra gli altri e se ne distingue.Senza dubbio vi è qualcosa di incomprensibile nell'esperienzaamorosa; l'oggetto del desiderio non si lascia ridurre,esaurire,banalizzare nel rapporto.
Nel momento in cui si incontra questa dimensione,tutto il mondo,che ci sembrava familiare,d'un tratto assume una diversa fisionomia.Il cambiamento maggiore avviene nel nostro modo di "sentire"le cose della vita:noi vediamo con occhi diversi.
Quando amiamo,l'energia che ci pervade deriva da nuove forze che ci conducono in una dimensione estranea,diversa da quella dei periodi in cui non amiamo.
E nessuno può amare pensando che quell'amore finisca,nessuno può amare pensando di morire o che quella esperienza sia limitata nel tempo.
Ecco perché è profondamente giustificata,allorché quel rapporto si spezza, la nostalgia,la sofferenza per qualcosa che è andato davvero perduto,in quanto nessun nuovo incontro potrà ridare vita a quella realtà.La sofferenza vera la conosciamo soprattutto in queste circostanze,è una scoperta,una rivelazione:
ora sappiamo che è l'unica cosa certa e pensiamo che essa non possa avere termine, esattamente come fino a poco tempo prima pensavamo che non potesse finire l'amore.
Qualcuno potrebbe rimproverarci dicendoci che avremmo dovuto prevedere la fine del sentimento,ma come avremmo mai potuto saperlo o immaginarlo?Non potremmo amare se lo sapessimo,se soltanto ipotizzassimo la caducità dell'esperienza amorosa.Con tutte le nostre forze,invece,nel momento in cui transitiamo per questa esperienza dobbiamo avere il coraggio di illuderci.
Penso che non esista età che non ci permetta di illuderci,perché è la struttura stessa di questo sentimento che suggerisce la sensazione dell'eternità.Basti solamente pensare ai ricordi,alla possibilità di rievocare i momenti lieti e di provare nuovamente,sia pure attutita dalla lontananza nel tempo e nello spazio,quella pienezza interiore che la persona amata sapeva regalarci,per avere una prova che nessun amore è mai stato inutile,dal momento che ci ha lasciato questa piccola ma preziosa rendita sentimentale.
Ma soprattutto,per quanto rancore possiamo sentire verso la persona che ci ha
causato tanta sofferenza,dobbiamo riconoscere che quel rapporto finito sia ancora presente in noi,in quello che ha fatto di noi, nel nostro essere cresciuti, maturati,trasformati.
E' vero,la fine di quella relazione ha comportato il prendere atto della nostra incompletezza;e questo è un vissuto doloroso,perché ci inchioda all'inadeguatezza,all'impossibilità di sentirci pieni e di essere inseriti nella dimensione dell'eterno senza una persona accanto.
Ma è anche,in assoluto,una conquista;e va ascritto a merito dell'amore questo farci vivere in prima persona il senso della nostra imperfezione che,come sappiamo,la rottura del rapporto ci ripropone.
Si potrebbe parlare di crudeltà dell'esistenza,ma nel momento in cui siamo testimoni e succubi di una devastazione interiore,la vita ci offre una chance che non dobbiamo lasciarci sfuggire:noi dobbiamo andare sino in fondo a questo vissuto,perché si tratta di uno di quei momenti che ci fanno capire, che ci fanno realmente conoscere chi siamo.
ALDO CAROTENUTO