Blog del sito www.maldamore.it inerente le riflessioni sull'amore elaborate nei campi della letteratura, della poesia, della filosofia e della psicologia
martedì 1 ottobre 2013
Gli amanti che passano la loro vita insieme non sanno che cosa vogliono l’uno dall’altro. Non si può certo credere che solo per commercio dei piaceri carnali essi provano una passione così ardente a essere insieme. E’ allora evidente che l’anima di ciascuno vuole altra cosa che non è capace a dire, e perciò la esprime con vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio. Platone-Simposio
domenica 22 settembre 2013
DIFFERENZA FRA AMORE ED ATTACCAMENTO
“... Già nelle prime fasi della relazione, dunque, cominciate a ricevere segnali contrastanti: lui (o lei) chiama, ma quando ne ha voglia; mostra interesse per voi, ma vi fa capire che si sta ancora guardando intorno. Insomma, vi tiene sulle spine. Ogni volta che vi arrivano questi messaggi contraddittori, il vostro sistema di attaccamento si mette in moto e cominciate ad essere in ansia per la relazione.
Poi, però, arriva un complimento o un gesto romantico che vi fa battere il cuore a mille e allora vi dite che, dopo tutto, è ancora interessato/a a voi: siete al settimo cielo. Purtroppo questa sensazione di beatitudine non è destinata a durare. In breve tempo i messaggi positivi ritornano a mescolarsi a quelli ambigui e di nuovo vi ritrovate in balia di un turbine di emozioni. A questo punto vivete col fiato sospeso, anticipando col pensiero quel piccolo gesto, quella parola che vi rassicurerà.
Dopo aver vissuto per un po’ questa situazione, cominciate a fare una cosa molto interessante: cominciate a scambiare l’ansia, le preoccupazioni, l’ossessione e quei brevissimi momenti di gioia per amore. Ciò che state facendo in realtà è confondere la passione con un sistema di attaccamento in azione. Se la cosa va avanti da un po’, è come se vi programmaste per venire attratti proprio da quegli individui che hanno le minori probabilità di rendervi felici. Avere un sistema di attaccamento perennemente attivo è il contrario di ciò che la natura aveva in mente per noi in termini di amore gratificante. Come si è visto una delle scoperte più importanti di Bowlby e Ainsworth è che per crescere e prosperare come esseri umani abbiamo bisogno di una base sicura da cui trarre forza e conforto. Perché ciò accada, il sistema di attaccamento deve essere calmo e sentirsi al sicuro. Ricordate: un sistema in azione non vuol dire passione.
La prossima volta che uscite con qualcuno e vi trovate in preda ad ansie, insicurezze e ossessioni - per sentirvi poi una volta ogni tanto euforici - dite a voi stessi che probabilmente si tratta del sistema di attaccamento in azione e non di amore! Il vero amore da un punto di vista evolutivo, significa pace mentale. Il detto “le acque tranquille scorrono profonde” è un bel modo per descrivere la cosa"
LEVINE, A., HELLER, R. (2012), Dimmi come ami e ti dirò chi sei, TEA, Milano.
mercoledì 18 settembre 2013
domenica 15 settembre 2013
martedì 20 agosto 2013
E lei ci avrà creduto, perché non sa, non può nemmeno immaginare che amore ero io. Non sa che eravamo tanto, ma così tanto, che insieme ci facevamo del male. Ecco perché, ecco perché ora sei con lei e non con me. Stai tranquillo, comunque. Non ti passerà mai. E’ la condanna di chi trova l’amore e se lo lascia scappare. S. Casciani.
"Nascono legami che vanno al di là del contatto fisico, della vicinanza e della vista. Percorrono strade invisibili, fino ad arrivare nella testa. Si diramano in tante viuzze chiamate: comprensione, “ascolto”, telepatia, empatia, appartenenza. Quello che trasmettono è paragonabile a un amplesso mentale, coinvolgono talmente tanto da riuscire ad appagare ogni mancanza tangibile. E’ raro viverli ma, quando arrivano è bene farsi possedere, perché è molto facile conquistare un corpo, ma non altrettanto si può dire del cervello." M. Ayukawa
LA SEPARAZIONE DEL NARCISISTA
Angela, Angela, angelo mio
io non credevo che questa sera
sarebbe stato davvero un addio,
Angela credimi, io non volevo.
Angela, Angela, angelo mio
quando t'ho detto che voglio andarmene,
volevo solo vederti piangere,
perché mi piace farti soffrire.
Angela, Angela, angelo mio
ma tu stasera invece di piangere
guardi il mio viso in un modo strano
come se fosse ormai lontano.
Ti prego, Angela, no, non andartene
non puoi lasciarmi quaggiù da solo
non è possibile che tutto a un tratto
io possa perderti, perdere tutto.
Volevo farti piangere
vedere le tue lacrime
sentire che il tuo cuore
è nelle mie mani.
canzone_angela Luigi Tenco
"Mi manchi". Penso sia questa la frase più bella che ci si possa sentir dire. Perché il "ti amo" implica un’univocità. Io amo te. Punto. Te lo dico. Ora lo sai. Ti puoi intenerire, ma anche preoccupare, o infastidire, o rattristare perché tu non lo provi. Ma il "mi manchi" significa che hai lasciato un vuoto nella persona che te lo dice. E tu, solo tu, puoi riempire quel vuoto. Come un pezzo di puzzle. L’incastro perfetto che nessun altro può essere. "Mi manchi" è come "Per essere me interamente, ho bisogno che ci sia anche tu". O. Mantovani
domenica 18 agosto 2013
“L’amore è una catastrofe meravigliosa: sapere che ci si va a scagliare contro un muro, e accelerare comunque; correre incontro alla propria rovina, con il sorriso sulle labbra; aspettare con curiosità il momento del fallimento. L’amore è l’unica delusione programmata, l’unico disastro prevedibile di cui si continua a far richiesta.” Frédéric Beigbeder
IO TI DOVRO' LASCIARE ANDARE
Ed ecco quello che sto lentamente iniziando a capire: alla fine io ti dovrò lasciare andare. E lo farò non perchè sarò pronto, o perchè sarò guarito, e non perchè piangendo a dirotto e ragionando su tutto supererò il dolore che non si supera mai. Dovrò lasciarti andare perchè dovrò allentare la stretta e perché il ricordo non sarà abbastanza. La mia memoria è imperfetta, è piena di buchi. C'è più spazio che materia, un po' come il pizzo. All'improvviso si inzuppa di dolore e rimorso e poi appassisce per assenza di flusso sanguigno, l'ovvio risultato di un cuore spezzato. S'inventa cose nel disperato tentativo di consolarsi e riempie le fessure con la fantasia. Chiude a chiave gli occhi e stringe i pugni e si lancia a terra scalciando e urlando, in una rabbia infantile e cieca contro la realtà.
Laurie Frankel
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